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venerdì 8 dicembre 2017

Decorazioni Natalizie fai da te

Volete decorare casa per Natale senza però dover spendere un patrimonio in addobbi? Avete mai pensato di creare le decorazioni con le vostre manine? Armatevi di glitter e colla e scegliete l'idea che più vi si addice da quelle che ho selezionato per voi.
Ovviamente si tratta di idee che ho trovato sul web per aiutarvi a rendere ancora più magica la più bella la festa dell'anno!


Iniziamo dall'explosion box per fare degli auguri originali ai vostri cari invece del solito biglietto! 
Vi basterà prendere una normale scatoletta di cartone  e dividere i lati di ogni facciata con un taglierino, dopo di che sbizzarritevi con le decorazioni! Al centro magari potete anche mettere il vostro regalo di Natale se entra nella scatola.




Vi bastano glitter e vinavil invece per realizzare in pochi minuti questi graziosi porta candele natalizi!

Per realizzare questi segnaposto invece non avete neanche bisogno delle istruzioni, guardare le immagini sarà sufficiente.





Carta di giornale, forbici, colla e tanta pazienza gli strumenti base per realizzare queste palline di Natale invece.


E questo tenero alberello di pigne non sarebbe perfetto per il presepe?

Questa stella luminosa è per la serie : massimo effetto minimo sforzo


Se avete dei bambini che vogliono partecipare alla decorazione questa è l'idea perfetta, vi serve solo preparare un po' di pasta di sale e divertirvi con loro con formine e tantissimi glitter colorati.

Non buttate le vecchie bottiglie, ma date loro nuova vita facendole diventare dei vasi decorativi super chic.


Last but not the least, realizzate un calendario dell'avvento con l'utilizzo di semplici bustine e un po' di luci.



sabato 2 dicembre 2017

Regali di natale 2017

Natale si avvicina e insieme ad esso è arrivato anche il momento di fare i regali. Io onestamente adoro fare i regali di Natale, sarà che in qualche modo posso andare per negozi e fare compere giustificata (anche se non per me), ma anche perché mi piace l'idea di cercare di trovare il regalo appropriato per le persone a cui voglio bene.



Per facilitare il compito a quelli che magari sono a corto di idee ho deciso di creare una piccola lista di possibili regali da fare a fidanzati, fratelli, amici, ecc. La maggior parte sono idee a poco prezzo, anche se ogni tanto il mio occhio è scivolato su qualche regalo un po' più prezioso.😏


Iniziamo dall'amico un po' nerd appassionato di fumetti, una chiavetta usb o un powerbank di uno dei personaggi preferiti potrebbero essere delle idee utili e simpatiche. Date un'occhiata anche agli accessori per PC, sono certa che questo mouse di Iron man renderebbe felice qualunque fan del super eroe.



Per i fan di Harry Potter, sappiate che Primark ha fatto tutta una linea dedicata ad Harry Potter, dalle tazze ai pigiami, è impossibile che non troviate qualcosa da regalare agli appassionate del maghetto più famoso di tutti i tempi.




Per gli amanti di vino e cocktails c'è l'imbarazzo della scelta. Potreste regalare una bottiglia di vino d'annata, un simpatico tira-bouchon o una tote-bag a tema.
 Potreste fare anche come il papà di una mia amica che ha collaborato con un viticoltore per creare un vino apposito in edizione limitata e chiamarlo col nome della moglie. Piuttosto romantico no?
O potreste regalare dei preparati per creare cocktail speciali e su misura, io ne ho comprato uno per farmi un "autoregalo" questa volta.





Per l'amica fashion invece potreste approfittare della collezione di Heidi Klum per Lidl e regalarle un capo alla Serena Van der Woodsen a poco prezzo.


Per gli amanti del vintage che c'è di meglio di una polaroid, un giradischi o un vecchio gioco da sala giochi?






Siete alla ricerca di un'idea per dichiarare il vostro amore? Che ne pensate di questo romantico braccialetto?



giovedì 21 settembre 2017

Mirror mirror on the wall, who is the fairest of them all? - Emmy's Edition -



Come tutti gli appassionati di serie tv sapranno qualche giorno fa ci sono stati gli Emmy Awards, uno dei miei eventi preferiti che associa le mie due cose preferite, moda e serie tv. Allora visto che per commentare i vincitori sono un po' in ritardo, ma comunque contentissima che Big little lies e the Handmaid's tale abbiano avuto i riconoscimenti che si meritano, voglio mostrarmi i miei look preferiti sul red carpet.

La mia preferita in assoluto è stata Nicole Kidman con quel bellissimo vestito rosso di chi sa che sta per vincere un premio. Ma ho amato anche il resto del cast di big little lies, vorrei per me il vestito/blazer della Witherspoon e ho trovato Shailene Woodley molto raffinata nonostante il vestito avesse una super scollatura.



Altri tre look che mi sono piaciuti molto sono quelli di Felicity Huffman, Halston Stage e Thandie Newton, non conosco le ultime due sinceramente, ma erano talmente eteree che non potevo non includerle nella lista.

Infine passiamo alle signore in nero, un grande classico con il quale difficilmente si può sbagliare e in effetti Kari Russell e Michelle Pfeiffer non hanno di certo sbagliato.


E le vostre preferite chi erano?

mercoledì 2 agosto 2017

Kobane Calling di Zerocalcare

Tanto tempo fa vi avevo parlato brevemente QUI della mia passione per Zerocalare, da allora credo di aver letto qualsiasi sua cosa, se firmasse i rotoli della carta igienica credo che comprerei anche quelli. Ed avevo preparato anche una recensione di una delle sue ultime opere, Kobane Calling che però poi non ho mai pubblicato perché avevo smesso di aggiornare il blog, ecco ora ve la ripropongo,  perché magari state cercando qualcosa da leggere per quest'estate e anche perché è una storia purtroppo ancora tristemente attuale.



Nel corso degli anni Zerocalcare si è affermato grazie ad album che raccontavano storie legate alla sua vita quotidiana. Con il suo ultimo lavoro “Kobane calling”, Zerocalcare esce però dal solito schema e si cimenta per la prima volta con un reportage. L’opera è incentrata sui due viaggi compiuti dall’autore in Rojava, una regione autonoma non riconosciuta a maggioranza curda che confina con Iraq, Siria e Turchia, nella quale chi ci vive abbraccia una forma di vita democratica che prevede il rispetto per ogni identità religiosa, di genere, linguistica e culturale. In questo territorio devastato dalla guerra, la città di Kobane in particolare è diventata il simbolo della resistenza curda contro l’Isis.



In “Kobane Calling”, il fumettista racconta dettagliatamente ricordi e sensazioni di questa sua esperienza, spinto dalla sua vicinanza alla causa curda, fornendo una visione diversa rispetto a quella dipinta dai media italiani: quella cioè di un mondo che nonostante sia in guerra, cerca di mantenere valori e rispetto per il prossimo. In cui i combattenti della resistenza curda si fermano comunque a seppellire i loro nemici, in cui le donne lottano, comandano villaggi, diventano sindaci.


 Il fumettista racconta tutto ciò con lo stupore tipico di chi si ritrova catapultato improvvisamente in un ambiente che non gli appartiene, diverso da casa, da Rebibbia.

Oltre che dallo stupore tutto il viaggio è permeato da sentimenti di paura, da dubbi e anche dall'entusiasmo dell’autore per la causa di questo popolo e dell’impresa che sta compiendo. D'altronde come si fa a non aver paura quando sai che l’Isis è proprio lì a due passi da te? Quando ci sono ancora le gabbie utilizzate per ardere vive le persone a testimoniarlo? Il racconto scorre in maniera rapida e avvincente, aiutato dalla collaudata divisione in mini storie di poche pagine, che pur mantenendo una continuità, aiutano a non perdersi. Come anche aiutano i riassunti storici: compaiono a volte nell’arco del racconto e fanno comprendere in maniera semplice e immediata una vicenda parecchio complessa. Almeno per me si sono rivelati molto utili perché mi duole ammetterlo, ma io di tutta la vicenda del Rojava ne sapevo poco e niente, diciamo più niente, ecco.



Interessante poi dal punto di vista narrativo l’idea di inserire nel bel mezzo della storia, pagine dallo sfondo nero nelle quali alcune delle persone incontrate durante il viaggio raccontano la loro storia come se fossero intervistati durante un servizio al telegiornale.





Vincente è infine la scelta di continuare a inserire elementi tipici della cultura popolare in un contesto così diverso dal solito, per cui si passa da una battuta su Grey’s anatomy all’utilizzo di George pig (fratello della più famosa Peppa) nel ruolo del lettore che solleva obiezioni, riuscendo così a intervallare la drammaticità del racconto con piccoli momenti d’ironia che riescono a far passare in poche vignette dalla malinconia al sorriso. Tipo io ho riso tantissimo quando parla della stessa colazione fatta ogni giorno nel campo o in altre situazioni in cui ti risulta quasi strano star ridendo considerando che la situazione è tutt'altro che facile o felice.



Voi l'avete letto?


lunedì 17 luglio 2017

Viaggio tra i giardini del Belgio

Bonjour a tout le monde!

Riprendo a scrivere il blog dopo quasi due anni di pausa e tante cose sono cambiate nel frattempo, tra queste mi sono trasferita a vivere a Bruxelles da un po' di mesi e ho visto così tante cose belle in questo periodo che mi è tornata voglia di scrivere e condividere alcune di queste sul blog. Penso e spero che ritornerò ad aggiornare il blog con una certa frequenza.

Non scriverò un post su Bruxelles perché l'ho già fatto un bel po' di tempo fa, se ve lo siete perso lo potete trovare QUI. Oggi invece vorrei parlare di alcuni dei meravigliosi giardini che ho visto in Belgio da quando sono arrivata e credo che la primavera sia il periodo ideale per girovagare e godere appieno delle sorprese che la natura ci offre.



Iniziamo questo piccolo viaggio da Bruxelles e per la precisione dalle serre reali di Laeken, che vengono aperte al pubblico soltanto una volta all'anno nel periodo della fioritura, che in genere va da metà aprile a inizio maggio più o meno. Il biglietto di ingresso è di circa due euro, ma preparatevi a lunghe attese specie nel weekend.





Le serre furono fatte costruire dal re Leopoldo II dagli architetti Belat e Horta e sono dei veri capolavori di art nouveau. In più al loro interno si trova una straordinaria varietà di specie botaniche esotiche così si ha l'impressione di essere in sud America in alcuni momenti o in Giappone non appena si svolta un determinato angolo.





A 20 minuti scarsi di treno da Bruxelles invece c'è la cittadina di Halle, famosa in Belgio per il suo Hallerbos, chiamato anche il "bosco blu" perché ad aprile fioriscono le campanule blu che ricoprono l'intero bosco come un gran mantello. E' uno spettacolo davvero unico e magico, sembra di essere catapultati in una favola quando si è all'interno.
                         



Infine chiudiamo il tour con il giardino giapponese nella cittadina di Hasselt. Se siete a Bruxelles e volete andare a visitarlo sappiate che ci vuole circa un'oretta e mezza di viaggio. E' facilmente raggiungibile anche dalla città di Maastricht nel caso vi troviate al sud dell'Olanda.
Io sono andata a visitarlo in Estate ( e molte spose l'avevano scelto come location per fare le foto), ma anche per il giardino giapponese credo che il periodo migliore sia la primavera in cui potete ammirare i ciliegi in fiore.



Che ne pensate? Avevate mai sentito parlare di qualcuno di questi posti?

giovedì 24 settembre 2015

L’A.S.S.O nella manica






Genere: Commedia. Regia: Ari Sandel. Attori: Mae Whitman, Robbie Amell, Bella Thorne, Bianca A. Santos, Skyler Samuels. Durata: 100 minuti




La storia si basa sulla vita di Bianca (Mea Whitman), una comune adolescente acqua e sapone, amica di due delle ragazze più belle e invidiate in tutta la scuola. La sua vita entrerà in crisi quando ad una festa parlando con Wesley (Robbie Amell), suo vicino di casa, nonché uno dei ragazzi più popolari della scuola, le verrà rivelato che nel suo trio di amiche lei è quella che viene considerata “l’A.S.S.O.”

L'acronimo sta per Amica Sfigata Strategicamente Oscena (in originale Designated Ugly Fat Friend), ossia l'amica più bruttina di un gruppo che viene usata da tutti per avvicinare i membri più fighi.
Anche se in realtà Bianca sia ben lontana dall’essere considerata oscena, la scoperta la ferisce e stupisce al punto tale da decidere di fare un patto con Wesley: lei lo aiuterà a passare il test di chimica se lui in cambio l’assiste nell’opera di miglioramento di se stessa per non essere più considerata un “A.S.S.O”.

Farete fatica a capire come si evolverà la situazione solo se non avete mai visto un film prima d’ora.
Paradossalmente anche se prevedibile, la storia tra Bianca e Wesley che passano dall’ignorarsi completamente al diventare amici e forse anche qualcosa in più, funziona. E questo è merito soprattutto della chimica che si viene a creare tra la Whitman e Amell.  Il 26enne, Robbie Amell , anche se avrebbe l’età per interpretare un insegnate piuttosto che uno studente, fa davvero un buon lavoro nel rappresentare in maniera credibile il popolare e affascinante playboy Wesley.Ma forse ero ottenebrata dal fascino di Robbie Amell.

Tra le buone performance, da annoverare anche quella di Allison Janney, nei panni della mamma di Bianca. Il suo personaggio dopo il crollo emotivo subito in seguito al divorzio, si rinnova completamente e diventa scrittrice e coach motivazionale, grazie all’ispirazione che le viene data guardando una scena dei “Simpson”. I suoi drammi erano quasi più interessanti e divertenti da guardare rispetto a quelli della figlia adolescente, tanto che se il film si fosse focalizzato su quelli probabilmente nessuno l’avrebbe rimpianto.

Apprezzabile anche l’inserimento delle moderne tecnologie nel film. Simpatica, oltre che particolarmente indicata in un film in cui si etichettano tutti i personaggi, l’idea di usare gli #hashtag nella presentazione della cerchia di persone che fanno parte della vita di Bianca.  Tuttavia, a volte sembra come se gli autori vogliano dimostrare a tutti i costi di essere al passo con i tempi e si sforzino troppo nel cercare di incorporare nei dialoghi dei ragazzi tutti i social media esistenti, partendo da Whatsapp per arrivare a We Heart It.

Per quanto riguarda la sceneggiatura, il film sembra un collage di tutti i teen movie degli ultimi trent’anni, sono evidenti le citazioni ai film di John Hughes (Breakfast club, Un compleanno da ricordare), così come quelle al più recente Mean Girls, ma la pellicola non riesce a eguagliare i suoi predecessori, seppur segua ogni cliché del genere.

Anche i personaggi sono piatti e stereotipati a partire dalla protagonista, per passare all’insegnante simpatico che ha preso in simpatia l’eroina, per arrivare all’antagonista per eccellenza, l’insopportabile Madison (Bella Thorne), la ragazza più bella della scuola, con una nocciolina al posto del cervello.

Non buono neanche l’editing che rendeva le scene particolarmente lunghe, suscitando nello spettatore diversi momenti di noia, il film avrebbe potuto essere facilmente privato di diversi minuti senza che nessuno ne sentisse la perdita.


In conclusione, l’A.S.S.O nella manica ha provato a catturare il cuore dell’esperienza dell’essere teenager inserendo nel frullatore tutti gli elementi tipici dei teen movie, ma senza riuscire a brillare in nessun aspetto, restando così banale, scontato e facilmente dimenticabile.  

giovedì 18 giugno 2015

Jurassic World


Genere: Azione





Ventidue anni dopo gli eventi di Jurassic Park (1993), Isla Nublar dispone ora di un parco a tema giurassico completamente funzionante, come originariamente previsto dal progetto dell'eccentrico John Hammond… Il parco è ora una realtà che attira orde di visitatori, ma consapevole che il pubblico chiede sempre di più, la Masrani Corporation finanzia un progetto che prevede la creazione in laboratorio di una nuova specie di dinosauro: l'Indominus Rex. Tuttavia, come nella migliore delle tradizioni il parco si ritrova presto ad essere minacciato da questa nuova creatura e spetterà alla pragmatica direttrice del centro Claire( Bryce Dallas Howard) e all'addestratore di velociraptor Owen (Chris Pratt) salvare la situazione.



Il film non può certo essere definito un capolavoro, ma non è neanche un brutto film, riesce a fare quel che deve fare un film con i dinosauri: intrattenere il pubblico.

 Molto buona la parte grafica e la fotografia in generale, peccato invece che abbiano concentrato il 3D maggiormente all'inizio quando, secondo me, andava utilizzato prevalentemente nella seconda metà del film. 
Sempre bravo Chris Pratt che come nei Guradiani della Galassia dimostra di trovarsi a suo agio in questo genere di ruoli. La coppia Pratt-Bryce Howard funziona. Tuttavia,nel complesso i personaggi risultano a volte troppo stereotipati e poco caratterizzati, si poteva fare di più.
Non mi ha convinta affatto invece, la colonna sonora, non creava la giusta suspance, non contribuiva a creare l'effetto "paura". E in generale il film sfortunatamente non faceva paura o non creava attimi di vera tensione che ho invece provato rivedendo qualche giorno fa il suo predecessore, Jurassic Park.
Avrei gradito anche qualche morte in più, specie di qualche personaggio un po' più centrale o almeno una carneficina con tutte quelle persone disponibili al parco.
Ho apprezzato tantissimo invece le strizzate d'occhio al primo film.
La trama presenta qualche scivolone qua e là, ma è sul finale che mi ha fatto storcere maggiormente il naso, specie considerando che io avevo ipotizzato quella fine scherzando a metà film.
Infine mi sono innamorata dei piccoli velociraptor, ne voglio uno, erano teneri come gattini!