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domenica 12 ottobre 2014

Posh

Come vi avevo già accennato nel post precedente un po' di giorni fa sono andata a vedere POSH, anche conosciuto come The Riot Club, perché io davanti alle premesse produzione very British, personaggi un po' stronzi e  begli attori, onestamente non so resistere. 





 Il film inizia con un prologo divertente ambientato nel 17° secolo che spiega le origini del club e che per qualche secondo ti dà la simpatica impressione di star guardando il film sbagliato. Può essere nettamente diviso in due parti, la prima parte non è altro che di presentazione dei personaggi, del club e della necessità di trovare nuovi membri, ed è una parte che strizza un po' l'occhio ai teen drama, c'è l'inizio della storia d'amore, ci sono le prove per entrare a far parte del club e i personaggi seppur sfrontatamente ricchi e viziati inizialmente hanno il fascino tipico delle simpatiche canaglie.
La seconda parte è quasi interamente incentrata nel pub dove i ragazzi vanno a festeggiare e dove pian piano le cose degenerano, pare che la pièce teatrale da dove è tratto fosse totalmente ambientata qui, tuttavia, io ho personalmente trovato l'ambientare tutto lì un po' pesante, ma è una pura questione di gusti. In questa parte tuttavia, quel po' di simpatia che alla fine i ragazzi erano riusciti a conquistarsi  all'inizio sparisce totalmente man mano che vanno avanti e che si mostrano per quello che realmente sono, degli stronzi convinti che tutto si possa comprare, anche le persone. Tuttavia che sono solo degli sciocchi ragazzini lo si vede nel momento in cui nel momento in cui accade una cosa più grande di loro non sanno come affrontarla. Interessante vedere come al momento di salvarsi la pelle ognuno degli altri sia disposto a dare in pasto ai lupi il proprio caro compagno del club.

Poi alla fine la tematica della società classista che prevale nel film, dei soldi che governano il mondo, non saranno  una cosa nuova o mai affrontata, ma sicuramente il film riesce a farti un po' riflettere e rimanere con te per un po' anche dopo che sei uscito dal cinema 

Per quanto riguarda i tre protagonisti principali, direi che questo è il caso di dirlo, belli e bravi. In particolare spicca Sam Claflin, che riesce a dare vita ad un personaggio stronzo come pochi in maniera davvero convincente. Già lo amo. Convincente anche il suo antagonista Max Irons, pur ritrovandosi con un personaggio meno affascinante rispetto a quello di Claflin, menzione d'onore a Douglas Booth semplicemente perché ci rallegra la visione col suo bel visino, mentre nella sola scena in cui compare Natalie Dormer risplende.
Non tutto funziona a meraviglia ma nel complesso ci troviamo di fronte a un lungometraggio che stuzzica l’interesse dello spettatore.


Ps: palesemente chi si è occupato della locandina non ha visto il film o non avrebbe mai etichettato il personaggio della Grainger come viziato.



11 commenti:

  1. Non so se sia sbagliato il termine "viziata", ma ti dico che ha una faccia da cazzo non indifferente, da prendere a sberle^^

    Moz-

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  2. Mi incuriosisce molto, e so che mi piacerebbe.

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  3. finora non ne avevo sentito parlare in maniera troppo positiva, ma la tua opinione mi fa ben sperare...

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    1. onestamente neanche io ne ho letto bene in giro, però alla fin fine è questione di gusti :)

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  4. A me Posh ha piacevolmente colpito. Pensavo fosse un teen drama destinato a sè stesso e inconcludente: sì belli loro, sì simpatico, sì divertente, sì romantico e invece dopo la prima metà, che mi è piaciuta ma totalmente nelle mie aspettative, la situazione si è capovolta in maniera inaspettata e ben fatta. I dialoghi erano spontanei, come se venissero da sè, e sì anche io ho trovato la scena del pub davvero troppo lunga.
    Complimenti alle mamme dei fanciulli del Riot Club che sti figli li hanno fatti proprio bene.

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    1. oh bello leggere finalmente un altro parere positivo :)

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  5. non lo conoscevo, sembra interessante! dove lo si può vedere?

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